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    TINE'

        Family 

    

Gioacchino Tinè

Maria Pantano

Story

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Prima di conoscere la nonna Maria, cominciai a lavorare in un vivaio di piante  dove seminavamo, raccoglievamo i bulbi, e imparavo le arti della floricultura, ero piccolo, 12 anni.

Tua nonna Maria era una bellissima fiorista che lavorava a Floridia insieme ai suoi fratelli nella ditta di famiglia che inziò con Il padre, Antonino Pantano. Antonino era giovanissimo quando emigro’ in America per coltivare la passione per l’arte floreale, facendo li corsi avanzati inesistenti in Italia.

Li visse tre anni e riuscì a sviluppare cosi tanto questa sua ricerca che quando ritorno’, il principe Vittorio Emanuele gli commissiono’ di adornare una campana reale tutta di fiori, conferendogli a breve il titolo di Cavaliere. Grazie al suo nome e alla sua fortuna, Antonino costruì con sua moglie e i suoi 7 figli piccoli un vivaio di piante gigantesco facendosi spedire 6 camion di piante ogni mese, diventando cosi il primo produttore di piante e fiori della provincia Siracusa. 

Ed è per questo che la nostra tradizione floreale comincia negli anni 30 con mio bisnonno in cerca di fortuna e di esperienza con un sogno in tasca.

Nel 58 In un paese come Siracusa non c’era niente, nelle case e nelle strade pochissime specie di fiori e i matrimoni erano solo di garofani, 

E Io e mia moglie, c’eravamo appena sposati, desiderando di costruire insieme  un futuro con specie floreali profumi e colori nuovi facendo nascere la nostra bottega in Ortigia, Tinè , e cominciando la nostra piccola produzione di questo sogno con l’acquisto di un terreno di 3000 mq .

Un tempo, i soldi erano molto pochi, la concorrenza alta, e la merce molto cara, bisognava alzarsi alle 4 di mattina, prendere la macchina e girare tra i mercati in tutta la Sicilia e se occorreva in Italia come è stato con Sanremo, Marche, Roma e Genova soltanti per stringere contatti diretti e fidati e non morire di fame.

Io e mia moglie facevamo tutto con uno sguardo al futuro, avevamo piantato i tulipani provenienti dalla lontana Olanda, l’Ilium, l’Amarylis, e il preziossissimo Hybiscus bianco destinato per imatrimoni. Che dopo tre anni di fatica, di sementa,  fiorirono, riempendo il terreno e permettendomi di battere la concorrenza :  Tinè garantiva il 

Matrimonio e il bouquet a 10.000 lire!!!

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Da quel momento, chiamate a destra e sinistra, e i bouquet, i mazzi, matrimoni, gli eventi e le spose che c’erano in giro per le strade, avevano la nostra firma. 

 

Nel frattempo il contratto con il terreno scadette e per continuare a inseguire il nostro sogno, acquistammo con tanto sforzo un terreno di 6.000 mq, immaginandolo questa volta completamente pieno di Rose, un’assurdità, una follia a quei tempi! 

Erano fiori pregiati, l’oro per noi fioristi e vivaisti, l’oro! e provenivano solo da San remo. 

 

Nel 1970 grazie a una fornitore che incontrai nella città d’oro riuscii’ a portare i semi con me e qualche pianta per coltivarla nel nuovo terreno e attenderne i frutti.

Nel 1972 , 1000 piante di rose rosa Elisabeth fiorirono tutte insieme, raggiungendo i 7,8 boccioli per ogni ramo che insieme ai miei due amici raccoglievamo all’alba con un paniere. Noi non tagliavamo il ramo ma solo il bocciolo, sfruttavamo a piene il potere delle piante tanto che dopo 24 ore sbocciava un altro bocciolo dallo stesso ramo. Era uno spettacolo: 8.000 rose al giorno freschissime, colte con la rugiada, gli amici e un sorriso.

Era un’intera distesa di Rose, ma anche di Tulipani di tutti colori, Narcisi, Amaryllis, Lyllium, Ranuncoli, Anemoni, Violette mammole che per la prima volta prendevano vita nelle case e nelle strade dei Siracusani.

Facevamo il nostro lavoro con arte gioco e impegno, e la gente cominciava a fidarsi a venire, anche dai paesi di provincia e noi non ci ritrovavamo piu il tempo nemmeno per mangiare!

Gioacchino Tinè

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Negli anni 70 i miei genitori erano cosi tanto impegnati che mi ritrovavo 2/3 del mio tempo a dargli una mano, ma all’inizio degli anni 80 mi diplomai e fui costretto la stessa estate a raggiungere l’esercito che stazionava a Bergamo. Dopo questa esperienza, rimasi qualche tempo ancora in questa citta, spinto dalla voglia di conoscere un grande fiorista dell’epoca: Renzo Buzzavo, artista floreale veneto a capo della filiera Fioreria Allone presente nel nord Italia: a Bergamo, Brescia e Venezia, ed è persino stato uno dei fondatori della scuola nazionale per l’arte floreale: Federfiori insomma un omone tutto di un pezzo, molto stimato per il suo negozio che era un centro di cultura, arte ed eleganza, lavorava tantissimo, mega mazzi, usava elementi particolarissimi, perché andava di moda come il mondo del cinema e del teatro, c’era la cultura del fiore, mentre in Sicilia  il fioraio,  venivano considerato per quello che era ma non un'artista,  u “ciuraio”. Per questo motivo ero pronto a rinunciare all’attività dei miei genitori, a non ritornare più in Sicilia per stabilirmi al nord, non volevo essere un semplice fioraio ma un'artista. Un giorno che ci pensavo su con dispiacere, Renzo mi vide, prese una pietra e mi disse “questa pietra è viva o morta? ” morta  risposi, lui prese una brocca e la bagno’ , e in un istante vidi che il sasso cominciò a prendere vita, luce, poi R. mise un pezzetto di muschio sotto la pietra e nella mia mente stava accadendo qualcosa, quella pietra era viva!. E infine in una delle sue cavità, R. mise un piccolo bocciolo di ranuncolo, dimostrandomi che anche ciò che sembra apparentemente morto, un fiorista può farlo rinascere a vita. Mi iscrissi al primo corso di arte floreale avanzata, della Confcommercio di Bergamo, comincia a pensare che il fiorista non c’entra niente col fioraio, ma con il mondo della moda, del design e dell’arte. Nell’85, lo stesso anno in cui mi diplomai come “Fiorista”, scelsi di seguire un altro corso ancora a Torino, nella “Scuola Superiore di Arte Floreale” , con Franco Pistoia, Carmelo Antonuccio di Messina, Emilio preziosi di Roma, Chicco Pastorino di Torino. Cominciavamo alle due e finivamo spesso a mezzanotte e io ogni giorno mi alzavo dal letto e tornavo a casa con il sorriso e una voglia matta di imparare ancora e ancora. Tra l’86 e l’89 con il gruppo Bergamo ci incontriamo ogni mese a Giugno per creare altari fioriti e installazioni floreali nelle chiese, mentre trascorrevo tutto l’anno  in Sicilia, al negozio di famiglia con l’idea di aprire una succursale in Viale Tunisi. L’affitto del locale era un affare, ma la strada per ricevere i clienti era chiusa, e lo è stata per due anni a causa di lavori prolungati, e di certo i clienti nuovi non sono stati tanti invogliati a venire. I fiori non venivano in luce, ma nel buio del cestino. Ma ero giovane, potevo accettare questo fallimento ma di certo non darmi per vinto, volevo portare a Siracusa quanto avevo visto e vissuto a Bergamo, la moda del fiore e dell’arte floreale. Cosi’ nel’86, sono riuscito a mettere insieme tutti i fioristi di Siracusa e provincia, fondando il gruppo fioristi “Federfiori Siracusa” con un sano ideale di cooperazione fondato sulla valorizzazione del fiore e della nostra categoria. Gino Cannata, il piu grande fiorista di Siracusa con un'esperienza trentennale nel settore, mi ha ringraziato con un abbraccio immenso. Sono stato nominato presidente, ed ero il più giovane d’Italia con questa carica che continuia’ a ricoprire per 30 anni ancora, riuscendo ad organizzando gare di arte floreale regionali e nazionali come la coppa Sicilia a Palermo, il Premio Rosario Alfino, 

Angelo Tinè

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